RECENSIONE: CARROBIOLO – SENATRICE CAPPELLI

La passione di Pietro Fontana per determinate tipologie di cereali, con le conseguenti ricerche e studi al riguardo, ha portato alla costruzione della Senatrice Cappelli, una Witbier da 4.6% ABV. Il nome prende spunto dalla tipologia di frumento denominato Senatore Cappelli, considerato un grano antico anche se la sua nascita risale al 1915, quindi solamente un secolo fa.
Si tratta di un miglioramento genetico effettuato dal genetista Nazareno Stampelli, che nel proprio laboratorio di Foggia, ovvero la Masseria Manfredini (di proprietà del senatore Raffaelle Cappelli, ecco da dove deriva il nome finale), elaborò un sostanziale miglioramento per tutta la popolazione. Questo grano duro all’epoca, fino agli anni ’60, fu la tipologia di cereale più coltivata in tutta la nazione: il rapporto resa/apporto nutrizionale era vantaggioso per tutti. Il Senatore Cappelli costituisce un pezzo fondamentale di storia dell’agricoltura italiana e Pietro Fontana ha voluto così rendere omaggio a tale grano duro utilizzandolo in una birra destinata a far parte del catalogo di Carrobiolo.

Prodotta per la prima volta a Novembre 2014, la ricetta prevede, oltre al frumento in questione, malto Pils. I luppoli utilizzati in maniera parsimoniosa per donare equilibrio al profilo organolettico, sono Saaz e Cascade, mentre la fermentazione è stata attivata dal più classico lievito per tale categoria birraria, ovvero il WLP400, conosciuto più comunemente come Belgian Wit.
Le Witbier sono famose per essere maggiormente consumate nella stagione estiva grazie al proprio apporto fresco e dissetante, merito anche di alcune aggiunte in termini di ingredienti. Nella Senatrice Cappelli possiamo trovare il coriandolo, grande classico previsto per lo stile, più due elementi agrumati che donano vitalità alla bevuta, come scorza d’arancia e olii essenziale di pompia, agrume tipicamente sardo.

Recensione Review Carrobiolo Senatrice Cappelli

ANALISI COMPLESSIVA DELLA BIRRA.

La Senatrice Cappelli forma una schiuma soffice e lineare, di colore bianco, costituita da una grana fine. La persistenza risulta minima ma efficace, accettabile nella propria presenza non troppo accentuata.
Il corpo della birra mostra una colorazione dorata abbastanza chiara, indirizzata su quella sfumatura paglierina se posta nelle vicinanze di una fonte di luce. L’aspetto è parecchio brillante e decisamente limpido, sensazione che richiama psicologicamente leggerezza e facilità nell’approccio. Il perlage, di conseguenza, risulta ben visibile, con alcuni punti di risalita delle bollicine che suggeriscono una carbonatazione briosa e vivace.

L’intensità dei sentori è discretamente alta. I tratti principali individuabili sin nelle prime battute identificano un profilo dallo spiccato contributo agrumato (mandarino, arancia) e floreale (specialmente primaverile, bianco). Il coriandolo si inserisce perfettamente nell’intermezzo utile per fornire estensione con la propria essenza all’amalgama olfattiva venutasi a creare. Questa divagazione balsamica esalta la freschezza generale che risulta molto invitante e che aspetta solo di essere verificata nella successiva disamina sensoriale.

La frizzantezza si palesa sotto forma sottile ed invogliante, in grado di sottolineare la volontà di mettere in risalto gli intenti prefissati. Il corpo è agile e guizzante, in linea con i 4.6% ABV per una bevuta facile e disinvolta.
Nel gusto, sorge il bisogno di familiarizzare con un paio di sorsi ciò che pervade il boccato, necessità dovuta ad una tangibile citricità che richiama l’agrume (limone, lime, sprazzi di arancia) e frumento, che tende ad amplificare tale sensazione. La parabola discendente, abbastanza ripida, permette un passaggio di consegne meno sconvolgente grazie all’apporto di sfumature floreali, che anticipano la componente speziata ottenuta principalmente dal coriandolo. Tale frazione accoglie poi un delicato e mite ingresso luppolato dal tono erbaceo, leggero nella presenza per non alterare l’equilibrio generale sin qui ottenuto.
Il retrogusto è caratterizzato da una discreta secchezza coadiuvata da un’acidità utile nel pulire ed assestare il palato per una replica del sorso immediata e stuzzicante.

Recensione Review Carrobiolo Senatrice Cappelli

La Senatrice Cappelli si può considerare una Witbier un po’ atipica per diversi motivi, a partire dall’aspetto visivo molto pulito e un riscontro nella bevuta determinato da una acidità/sensazione citrica piuttosto pronunciata. Dopo aver preso le giuste misure con tale concezione, ci si può soffermare sul puro andamento del sorso, grazie a successioni ben architettate da una staffetta in grado di effettuare scambi celeri e vantaggiosi per fornire una buona prova generale.
In sostanza, questa Blanche (come la maggior parte delle persone chiama questo stile) può non piacere a tutti, ma chi sa interpretarla nel modo corretto e la inquadra in una certa ottica, rimarrà soddisfatto di quanto si ritroverà all’interno del bicchiere.

Recensione Review Carrobiolo Senatrice Cappelli

NOME BIRRA: SENATRICE CAPPELLI
BIRRIFICIO: Carrobiolo
STILE: Witbier
ABV: 4.6%
FORMATO: BOTTIGLIA, 33 cl.

CODICE LOTTO: L2220
SCADENZA: 31/03/2022
BEVUTA IL: 20/12/2022

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