RECENSIONE: SHIRE – WESTLAND ROW

Giocare sugli abbinamenti cibo/birra è sempre divertente e appassionante: una giornata in particolare presenta l’occasione perfetta. La festa irlandese per antonomasia si svolge a Marzo nel giorno di San Patrizio, ricorrenza che ha preso piede in tutto il mondo come evento consumistico di massa. Se per lo più tale avvenimento è legato quasi ed esclusivamente ad un marchio in particolare (non serve fare il nome), è vero anche che stanno prendendo sempre più piede iniziative parallele che esulano dalla più scontata. Molti sono i temi proposti sia da locali che birrifici, ed uno in particolare vuole celebrare, come dicevamo inizialmente, un connubio tipico della cultura irlandese.
Le ostriche, a differenza dei tempi attuali, erano considerate un piatto popolare. Erano solite ad essere accompagnate da una pinta di Stout, per un incastro ideale tra la sapidità del mollusco e la scia dolce/amara della birra.
Qualcuno ebbe la brillante idea di provare a lanciare un esperimento azzardato che alla fine si è protratto fino ai giorni nostri: l’esponente più significativo è Porterhouse con la sua Oyster Stout. Una birra diventata un simbolo e che ormai è associata al produttore irlandese come un trademark unico ed evocativo. Gli amanti delle birre britanniche, soprattutto produttori che hanno legato la propria filosofia a tale corrente birraria, venerano questo prodotto che seppur non si possa attestare a livello commerciale alla pari di una Guinness Draught, ha fatto breccia nel cuore di molti.

Ed eccoci ai giorni nostri, che qualcuno ha provato ad emulare tale birra, con la propria visione e passione. I ragazzi di Shire Brewing sono dediti e amanti delle birre d’oltremanica: sino ad ora hanno toccato molte ricette che rappresentano la Gran Bretagna nel modo più consono possibile.
Resta un tassello da aggiungere a tale mosaico: redigere la propria Oyster Stout. L’opportunità è ghiotta, e per l’arrivo di San Patrizio 2022, ecco che sul mercato viene presentata la Westland Row, Oyster Stout da 4% ABV. La lavorazione principale è avvenuta in bollitura, con l’immissione di ostriche Huitres Cadoret provenienti dalla Bretagna.
Il nome, beh, è un omaggio ad Oscar Wilde, nato proprio nella strada da cui prende il nome questa creazione.

Recensione Review Shire Westland Row

ANALISI COMPLESSIVA DELLA BIRRA.

La Westland Row abbozza una schiuma che appare sin dai primi istanti abbastanza deficitaria. Di colore beige/grigiastro, si palesa con grana media soggetta ad un mutamento veloce che fagocita letteralmente la schiuma nella sua veloce scomposizione fino a lasciare il liquido completamente sguarnito.
Il corpo della birra è di colore nero, livello cromatico abbastanza scontato per la tipologia di birra in questione. L’aspetto è abbastanza cupo, dove rimangono visibili dei lievi riflessi alla base del bicchiere, senza però virare su tonalità molto diverse dalla principale.

L’intensità olfattiva generale è media, per lo più di derivazione maltata con cioccolato, caffè e cacao. Il Fuggle aggiunge delle sfumature flebili floreali, terrose ed erbacee, per una caratterizzazione che riesce a far emergere in maniera fugace anche la presenza di un elemento aggiuntivo come l’ostrica. Il profilo che si delinea man mano che trascorre il tempo è quello di una classica Stout, con buona persistenza a livello di sentori torrefatti.
La bollicina è irrisoria: quella residua, comunque minima, non è da confondere con un chiaro elemento che spicca all’interno della fase gustativa. Il corpo è facile e diretta, con una morbidezza che lo rende conforme allo stile e consono all’ABV dichiarato, come da aspettative.
Nel gusto, le ostriche donano quel tratto salino che garantisce un sorso improntato su una leggera mineralità. Successivamente, si ripete fedelmente quanto potuto descrivere al naso, con i principi maltati che vanno a caratterizzare stile e bevuta assieme ad una luppolatura classica ed essenziale.
Il retrogusto mette in campo un tratto erbaceo leggero coadiuvato da una secchezza adeguata, che trascina sprazzi di cacao con media persistenza.

Recensione Review Shire Westland Row

La Westland Row incarna lo spirito irlandese nel migliore dei modi, in questa variante delle Stout meno riproposta ma che brilla col proprio fascino. Alquanto necessario è risolvere il problema legato alla tenuta della schiuma, risolvibile senza troppi stravolgimenti della ricetta.
Quello che ci si dovrebbe aspettare da una Oyster Stout è ben espresso in questa produzione, con tutti i crismi del caso calibrati e disposti correttamente. Da provare assolutamente nella migliore forma che può esprimere tutto il possibile potenziale, ovvero la spillatura a pompa.
Una birra che se venisse prodotta con continuità potrebbe diventare il riferimento italiano per eccellenza.

Recensione Review Shire Westland Row

NOME BIRRA: WESTLAND ROW
BIRRIFICIO: Shire Brewing
STILE
: Oyster Stout
ABV: 4%
FORMATO: LATTINA, 44 cl.

CODICE LOTTO: L214
SCADENZA: 03/2023
BEVUTA IL: 05/07/2022

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